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Thursday, 9 October 2014

Due etti di… anzi no scusi, 10 fette grazie.



Prendete la lista della spesa, oggi vi porto al supermercato.
Per prima cosa devo fare una precisazione, a Darwin (e credo in tutta Australia) esistono due catene di supermercati, Coles e Woolworths, tutto il resto è fatto da piccoli rivenditori di quartiere.
Quando arrivi al supermercato e devi parcheggiare la macchina puoi scegliere tra il parcheggio coperto/sotterraneo e quello all’aperto. E dato che a Darwin la temperatura media è di 30/35°C tutto l’anno, il sole batte a tutte le ore del giorno e quando non c’è vuol dire che piove… sai già dove parcheggerai.
Dopo aver parcheggiato, senza grossi problemi di code o ingorghi, e ti appresti a prendere un carrello ti accorgerai che non ci vuole la monetina. Sono piuttosto mal ridotti, con le ruote che vanno dove vogliono, ma non devi impazzire a chiedere in giro di cambiarti i soldi. Ti accorgerai anche che nessuno li rimette al loro posto, ne troverai ovunque.
Entri in quel posto che sembra più una camera iperbarica piuttosto che un luogo pubblico, allora se sei stato previdente abbracci subito la maglia o la sciarpa che tieni in borsa, tiri un respiro profondo e ti immergi a meno 10 gradi.
Nel mio Woolworths preferito, quello in centro, all’entrata c’è anche un dispenser di salviettine igienizzanti per pulirsi le mani e il carrello.
 

Friday, 19 September 2014

Come sabbia tra le dita


Ci scappa quando vorremmo assaporarlo lentamente, ed è inesorabilmente lento quando vorremmo ci portasse subito a destinazione.
Il tempo non è mai lo stesso. Il mio non è il tuo, e il mio di oggi non è lo stesso di ieri né sarà uguale a quello di domani. Un rapporto controverso, di odio e amore, che in genere cambia in occasione di eventi importanti della vita, come la nascita di un figlio, il lavoro, problemi di salute, un trasferimento. E non puoi farci niente, puoi solo imparare a gestirlo.

Un espatrio ti porta a confrontarti, tra le altre cose, anche con il tempo, e a trovare con esso un nuovo inedito rapporto. Prima l’ansiosa attesa del fatidico giorno. E poi nuovi ritmi, nuove albe e nuovi tramonti.
Le giornate hanno una durata diversa da questa parte del mondo.
Dodici ore scarse di luce al giorno praticamente per 365 giorni l’anno non sono così tante, soprattutto se calcoli che uffici, esercizi e attività pubblici chiudono tra le 4 e le 5 del pomeriggio.
Anche questo è stato il mio shock culturale. Mettere a letto i bambini alle 7 di sera, farli cenare spesso da soli, e considerare chiusa la giornata alle 10. Faccio fatica a condividere certe abitudini, anche se so che per integrarsi conviene sforzarsi, prima o poi.

Monday, 31 March 2014

Ventiquattr'ore Down Under

Le mie giornate iniziano attorno alle 7 del mattino, ma a volte anche prima quando suona la sveglia sul comodino opposto al mio, alle 4.50, e per qualche malaugurato motivo la mente si mette in funzione e non riesco più a fermarla. Sento i movimenti furtivi  prima in bagno poi in cucina, poi la porta chiudersi. Quelle mattine non è che mi piacciano molto. Una mia amica si alza assieme al marito alle 5, fanno colazione assieme.. che romantici ho pensato quando me l’ha detto, ma io .. non ci penso nemmeno! Il sole sorge attorno alle 7, prima regna il buio, e per una che come me si sveglia con il minimo bagliore.. alzarsi prima dell’alba è un sacrilegio!

Così io e il mio piccolo uomo facciamo colazione e poi subito via verso scuola. Andiamo in auto, per ora, ma quando sarà meno umido e meno caldo, spero, prenderemo la bici.
Poi torno sola verso casa, in genere infilo le scarpe da ginnastica e parto per una corsa o una camminata, dipende dal mood della giornata ..e se ho sentito o meno la sveglia delle 5.