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Friday, 13 November 2015

Cara Darwin


Cara Darwin,
che non sia stato amore a prima vista questo ormai si sa, ma diciamola tutta non è stato nemmeno amore a seconda vista.
Sin da quella prima notte di ottobre, buia e umida, in cui ci siamo dovuti accampare in una palestra perché si erano dimenticati di noi. Darwin style.

Ci ho provato, giuro c'ho provato, ma proprio non c'è stato feeling.

E invece, per ironia della sorte, in un certo senso rimarrai sempre con noi, farai parte della nostra vita oltre che dei nostri ricordi, imprimendoti con prepotenza sul passaporto di mia figlia. Nelle foto dei suoi primi mesi, nei ricordi che si sentirà raccontare quando sarà grande, quando magari anche lei avrà dei figli.
Sarai lì, e allora non potrò che ricordarti con il sorriso e mi mancherai, come può mancare un luogo che ti ha lasciato qualcosa di un valore inestimabile.
Sono sicura ti penseremo con affetto, nonostante il tuo essere così "selvaggia", così umida e terribilmente isolata. Ricorderemo solo ciò che ti renderà bella ai nostri occhi.
I tuoi tramonti, i tuoi colori, e le belle persone che ci hai fatto incontrare.

In questi due anni ci hai messo alla prova. Il tuo essere così lontana da tutto, così estrema, il tuo essere così diversa da noi. I ritmi di vita a cui ci hai costretti, le tue strane abitudini, e i tuoi strani abitanti.
Ti sei impressa perfino solcando i nostri visi con i segni del tuo sole, così aggressivo. Segni che rimarranno lì ad ulteriore  testimonianza del nostro incontro.
Tutto questo non può che renderci più forti, allargare le nostre spalle, e farci sentire un po' più cittadini di questo immenso mondo.
Ti ricorderemo per tutto questo, mia cara Darwin.

Come due innamorati dal futuro impossibile dovevamo conoscerci in un altro momento io e te. Sono sicura avrebbe funzionato.

Monday, 9 November 2015

Meno cinque


I giorni scorrono come un treno eurostar e io sono lì sulla banchina a guardarlo questo treno, il problema è che non si ferma.
Le mie to do list vanno avanti.
Vendere macchina - Dopo un paio di trattative private andate in fumo abbiamo deciso di affidarla ad una concessionaria.
Trovare nuovi inquilini per l'appartamento - Ebbene qua c'è questa usanza disumana per cui se interrompi l'affitto prima della scadenza del contratto sei costretto a continuare a pagare l'affitto fino a che non subentra qualcun'altro. E vi ricordo quanta voglia hanno di lavorare le agenzie immobiliari , in più i prezzi sono calati ancora da quando abbiamo traslocato, siamo all'inizio della stagione umida e pure sotto Natale... Quindi per dirla in parole povere non abbiamo speranza! Così il lavoratore di casa, in attesa di raggiungerci per Natale, continuerà a vivere qua finché non arriverà qualcun'altro.
Scatoloni - per il motivo di cui sopra mi sono arresa all'evidenza che dovrò per forza delegare.
Valigie - quasi pronte, mancano le ultime cose e via!
Salutare gli ultimi amici - fatto!
Preparare i cupcakes per il farewell di Tobia a scuola - i miei primi cupcakes, che scandalo!
Vendere o dare in beneficienza tutto quello che mi passa per le mani - ormai sono diventata la regina del decluttering (oltre che delle to do list ovviamente). E poi qua è veramente facile, la gente vende e compra qualsiasi cosa, dalle sportine del supermercato (a 5 centesimi anziché 10) al ghiaccio (a 5$ "un po'" o 20$ tutto) ai cartoni delle uova in cambio di uova. Insomma, la fantasia non manca.
 
Come sto? Onestamente sono stremata, non vedo l'ora di metter piede su quell'aereo anzi, su quel treno.

Wednesday, 1 July 2015

Da dolce ad infinita. La mia attesa down under. Parte seconda.



Ci siamo quasi.
Ora la domanda non è più quanto manca ma CHI manca.
Scrivo per ingannare il tempo ma mi rendo conto che sono diventata un po' monotona e non so quanto aiuti ad ingannare il tempo scrivere proprio di questo.
Ormai passo più ore all'ospedale a far controlli che a casa.
Per fortuna esistono i campi estivi, perché il piccolo -ancora per poco...- di casa, in vacanza da scuola per un mese, va intrattenuto.
Sono tremendamente cari ma in questi casi non possiamo badare molto alle spese.
Da parte mia mi sto impegnando in ogni modo per convincere la principessa a fare il suo debutto in società. Agopuntura, raspberry leaf tea, datteri, camminate e chi più ne ha più ne metta.
Riesco a sentire come fosse qua l'ansia proveniente dall'altro capo del globo ma sinceramente a questo punto non saprei più cosa dire. Più di dire vi chiamiamo appena succede qualcosa ... Non ho ancora la palla di cristallo, ed in ogni caso non servirebbe certo a convincere i nonni a prendere un aereo per venire fino qua.
Quindi aspettiamo, noi e gli altri.
E va bene così, che tanto si sapeva che a questa bimba piace farsi aspettare.

Friday, 3 April 2015

Ho visto cose



Premetto che questo post non vuole offendere nessuno, tanto meno vuole essere una critica, nè una presa di posizione nei confronti di nessuno e nessuna cultura. Ritengo che non esista una cultura migliore e una peggiore e io sarei comunque la persona meno adatta a prendere una decisione in merito. Sono di fatto una persona ancora ben radicata alle proprie origini, abitudini culturali e diciamo pure piuttosto schizzinosa per moltissimi aspetti.


Questo post nasce dal mio personalissimo punto di vista.
Detto ciò, prendetelo con la dovuta ironia e buona lettura!


Ho visto bambini di 5 anni con unghie talmente lunghe da piegarsi su se stesse
Ho visto neonati con il solo pannolone addosso rotolarsi sul fango di fronte a genitori compiacenti
Ho visto case che sembrava avessero appena subito una rapina e invece erano pronte a ricevere ospiti
Ho visto mamme accompagnare i figli a scuola in pigiama
Ho visto uomini a torso nudo, stivali e berretto da cow boy al supermercato
Ho visto tagliare gli spaghetti
Ho visto gente di ogni tipo, ovunque, a piedi scalzi
Ho visto neonati in passeggino sorseggiare coca cola
Ho visto mangiare qualsiasi cosa con le mani, e non ho mai visto usare le salviettine per pulirsi le mani
Ho visto gatti al guinzaglio
Ho visto dita infilarsi in ogni orifizio corporeo
Ho visto le macchine più grandi mai viste in vita mia
Ho visto migliaia di infradito orfane ovunque


Tutto ciò e moltissimo altro ho visto in questi mesi a Darwin, amici miei.

Friday, 27 March 2015

La scuola da queste parti

Il primo giorno di scuola
Sono già passati due mesi da quando è ricominciata la scuola, il nostro piccolo uomo sta frequentando quello che qua chiamano Year One, il secondo anno della scuola elementare, il primo era stato, per così dire, propedeutico.
In Italia avrebbe dovuto iniziare il prossimo settembre, stando qua abbiamo anticipato di quasi 8 mesi, per non parlare del fatto che durante l’anno di transition ha già imparato a leggere e scrivere.
Le differenze finora riscontrate con la scuola elementare classica italiana sono parecchie, vi ho già accennato qualcosa (qua e qua), ma col passare del tempo mi rendo sempre più conto di quanto sia diversa l’esperienza che stiamo vivendo down under.
Vi elenco gli aspetti che più mi hanno incuriosito finora.

Wednesday, 18 March 2015

Di ricerche casa, compleanni e australianate varie




E così siamo sopravvissuti ad un altro trasloco, ad un'altra festina di compleanno e la stagione umida è quasi finita.
Andando per ordine… il trasloco è stato quasi veloce ed indolore. Ormai le cose che ci portiamo dietro sono relativamente poche, ed ogni occasione è buona per scremare. Potrei tranquillamente affermare di esser diventata una maga del decluttering.
Cercare casa a Darwin invece non è così semplice. Il motivo che ci ha spinto a farlo è stato principalmente la caduta libera del costo degli affitti nell’ultimo semestre, e non riuscendo a negoziare quanto volevamo con il vecchio padrone di casa abbiamo scelto di cercare qualcosa di simile, più comodo e soprattutto più economico.
Gli affitti a Darwin, per un appartamento da 2/3 camere da letto, vanno dai 500$ fino ad arrivare a 900$ a settimana (!). Sono praticamente tutti gestiti dalle agenzie immobiliari, che, a mio avviso, hanno molta poca voglia di fare, ma vengono pagate solo ed esclusivamente dal padrone di casa. Oltre a caparra e due quote anticipate l’affittuario non deve versare nemmeno un centesimo all’agenzia. L’unico lato positivo direi.
La ricerca della casa va fatta principalmente su un sito internet che raccoglie tutti gli annunci di quasi tutte le agenzie australiane. Da controllare ogni giorno perché qui il mercato immobiliare è molto veloce.

Wednesday, 4 February 2015

Natale a testa in giù

L’anno scorso non ve ne ho parlato, il Natale al caldo era talmente una novità anche per noi che non avrei saputo da dove cominciare. Inoltre eravamo in pieno trasloco, dall’appartamento provvisorio a quello in cui siamo tutt’ora, in attesa del container dall’Italia.

Anche se un po' in ritardo, quasi due mesi ormai, ma quest’anno mi trovate più preparata e voglio raccontarvi l’ennesimo cambiamento nella nostra vita da quando siamo qua. Un evento che per trentatré anni è stato legato a sciarpa, cappotto e precise tradizioni dallo scorso anno nella nostra famiglia ha preso sembianze totalmente diverse, tanto dal renderlo quasi irriconoscibile.

Decorazioni
Abbiamo iniziato per tempo a prepararci, prima creando il nostro calendario dell’avvento, poi dedicandoci alle decorazioni dell’albero, attività che mi hanno aiutata parecchio nei pomeriggi di caldo torrido.
Mi è sempre piaciuto “pasticciare” con i lavoretti di Natale ma quest’anno ancor di più grazie al tempo che ho a disposizione.


Monday, 26 January 2015

Meglio tardi che mai


Nella mia mente in tutto questo tempo ho scritto decine di post, bellissimi e interessantissimi. Peccato che poi però non abbiano mai trovato sfogo sulla tastiera del mio pc. Di solito arrivavano di sera, prima di addormentarmi, ma poi finivano per rimanere lì incastrati tra la mia mente e il cuscino.
Un po' perché sono stata colpita da quel bruttissimo virus chiamato pigrizia (ne avevo già qualche sintomo nei post precedenti) e un po' perché le vacanze estive, quelle australiane ovvero in cui la scuola rimane chiusa, mi hanno assorbita parecchio. Sei settimane, sei lunghe ed impegnative settimane in simbiosi con un cinquenne incontenibile e così pieno di energia da stendere un cavallo. Ma non un cinquenne qualunque, il mio cinquenne preferito, per cui mi sono prodigata per organizzare playdate con gli amichetti rimasti in città, lavoretti di Natale alla library, mattinate al cinema (ricordate?), lezioni di ginnastica e chi più ne ha più ne metta. Tutto per rendere questa attesa più piacevole e veloce possibile.
Sono state sei settimane ma con una tregua di due, in cui siamo stati finalmente in vacanza tutti e tre, in Thailandia. Una terra veramente stupenda, in tutto e per tutto.

Thursday, 18 December 2014

Giro di boa



Il mese di dicembre, quest’anno, è ancor più ricco del solito.
Per me, in particolare, significa la fine di un anno, il 2014, intenso e vissuto molto profondamente.
Abbiamo iniziato con le feste di fine anno scolastico, un susseguirsi di festeggiamenti e saluti vari. Il nostro piccolo uomo ha concluso il primo anno di scuola australiana e il prossimo anno, a fine gennaio, inizierà la prima elementare (che qua chiamano “Year One”). Direi che l’ha concluso più che egregiamente, meritandosi le lodi della sua insegnante e di chi l’ha seguito durante questi mesi, da quando non conosceva praticamente niente della lingua inglese e della cultura australiana.
Tra i vari appuntamenti sono stata invitata assieme ad altre mamme ad un “morning tea” come ringraziamento da parte della scuola per l’aiuto prestato durante quest’anno. Un’occasione per ritrovarsi e sottolineare quanto sia prezioso ogni minuto dedicato ai bambini e ai loro insegnanti, in una scuola che purtroppo non riesce ad avere tutti i fondi che servirebbero.
Magari non proprio come succede in Italia, ma mi sono resa conto che anche down under non tutto è oro quel che luccica.
Abbiamo partecipato anche alla “Christmas fair”, una serata organizzata da tutta la scuola per festeggiare assieme il Natale e raccogliere fondi per l’anno prossimo. Bancarelle di ogni genere, dalla vendita di succo d’anguria all’angolo per farsi dipingere le unghie. E ovviamente non potevano mancare hot dog, salsa barbecue, ed infine i tipici “Christmas carols”, i cori di Natale cantati dai bambini. Il tutto condito con caldo e afa, goccioline di sudore a profusione e tanti ventagli sventolanti.
In casa abbiamo allestito l’albero di Natale ai primi giorni del mese, grande e luccicante, con decorazioni rigorosamente home-made … in qualche modo bisogna pur occupare il tempo con il caldo che fa fuori! Ma del Natale vi parlerò in un altro post, quest’anno merita più attenzione.
E ora siamo pronti per partire. Noi tre, finalmente riuniti dopo un periodo di lavoro molto intenso per l'uomo grande di casa.
Affidiamo gli ultimi giorni di questo 2014 alle vacanze, confidando che siano rilassanti, piacevoli e soprattutto che scorrano lente lente, anzi, che non passino mai!

Monday, 8 December 2014

Fenomenologia del vicino di casa



Pensavo ultimamente a quanto siano diversi i nostri vicini di casa, qua a Darwin, rispetto a tutti quelli che ho incontrato nei miei svariati domicili in Italia.
Il complesso abitativo in cui viviamo, detto complex, consta di una quarantina di appartamenti, suddivisi in piccole palazzine da quattro appartamenti ciascuno, una piscina comune e i parcheggi sotterranei.
È piuttosto grande e parrebbe che le occasioni di incontrare qualcuno non siano cosi poche ma dopo un anno da quando ci siamo trasferiti posso contare su una mano le persone o famiglie che mi risultano familiari.
La gente va e viene, come vi ho raccontato spesso, ma soprattutto ha una diversa concezione del “vicinato”.
L’età media dei nostri vicini è tra i 25 e i 30 anni, la maggior parte lavora in qualche cantiere o sono militari. Durante la settimana non si vede nessuno e se per sbaglio ci si incrocia non amano salutare. Li ho osservati e quando camminano non parlano nemmeno tra di loro. Tutto tace, quindi, fino al venerdì pomeriggio, quando gli zombie si risvegliano e invitano amici a bersi una (si fa per dire…) birra a bordo piscina o in terrazzo. E continua così per tutto il weekend.
Devo ammettere che non sono molto rumorosi, a parte un paio di episodi durante quest’anno, preferiscono andare a far festa altrove. Ma amano molto lasciare bottiglie di birra un po’ dappertutto, e lo stesso vale per le infradito, sparse in giro per la strada. Che tanto qua si cammina benissimo anche scalzi!
Alcuni possiedono un genere di auto che va molto di moda a Darwin, le chiamano “ute” e assomigliano a dei furgoncini, delle station wagon a due posti con la parte posteriore aperta (non si sa mai capiti di caricare un bisonte), rigorosamente dal colore sgargiante e con marmitta il più rumorosa possibile.
In confronto le punto truccate della bassa romagna non sono niente.
Un’altra cosa che amano fare è portare a spasso il gatto al guinzaglio. No comment.

Probabilmente è la zona in cui viviamo, o il complex, ma calcolando l’età media della città tendo a credere che sia più meno così ovunque. In genere gli appartamenti sono per i single o per la gente di passaggio, le famiglie locali vivono nelle case singole, con il proprio giardino e la propria piscina.
Per fortuna abbiamo trovato una famiglia per metà italiana con cui riusciamo a condividere la nostra concezione di “vicinato”, qualcuno a cui poter chiedere il sale quando l'hai finito. A volte basta poco per sentirsi più “a casa”.

Sunday, 16 November 2014

Ultimamente


Ultimamente faccio tutto e niente.
La città ha già iniziato a chiudersi in se stessa, le iniziative all'aperto hanno chiuso i battenti, fino ad aprile prossimo, e conviene trovarsi un posticino al fresco dove passare il tempo per i prossimi mesi.
È un po' come andare in letargo, un po' come l'inverno, con la differenza che al posto di bere vin brulè sotto un fungo incandescente o giocare con le palle di neve qua il divertimento più grande potrebbe essere buttarsi mezzi nudi sotto la pioggia.
 
Ultimamente andiamo spesso in piscina, quella del nostro complesso, ed è sempre una bella cosa uscire di casa in costume e tuffarsi ma di altri bambini della nostra età ancora nemmeno l'ombra.
 
Ultimamente è tornata, lei, la pioggia. Piano piano come vi avevo anticipato, prima la notte, e non proprio piano piano ma accompagnata da forti tuoni e lampi, ed un paio di volte è successo anche di giorno. E come si sta bene quando piove! Ma poi, tempo un'oretta e tutto torna come prima, torrido e cocente.
 
Ultimamente si va al cinema, per bambini ovviamente. E come per le festine di compleanno anche questo si fa la mattina. Qualcuno deve spiegarmi perché gli spettacoli per bambini sono alla mattina, primo spettacolo ore 10, ultimo spettacolo ore 12.
Noi siamo fortunati perché tanto non c'è rischio che si dorma oltre le 6.30 am, anche nel week-end, e per le 10 siano belli che attivi, ma faccio ancora fatica ad abituarmi a queste abitudini, mi fa onestamente ancora un po' strano uscire dal multisala prima di pranzo. Lui, l’interessato, non se ne cura, per lui è sempre una festa, qualunque ora sia.

Monday, 3 November 2014

In punta di piedi


Sono stata assente per un po’. Potrei raccontarvi che ho avuto il blocco dello scrittore (“scrittore che???”) oppure che la mia vita è stata talmente piena che non c’è stato tempo per il blog. Credete pure ad entrambe o a nessuna.
In ogni caso sono tornata. E con me la wet season.
Che quest’anno però è dolce e delicata. Prende spazio piano piano, si fa sentire con picchi di temperatura molto alta, che al sole non si può stare, ma concede giornate di tregua con un’aria leggera che toglie la sensazione di umidità.
Non ha ancora piovuto. Fatta eccezione per qualche goccia scesa un paio di settimane fa a pochi kilometri dal centro, a Darwin non piove da più di sei mesi.
La siccità si fa vedere e sentire, nonostante la moltitudine di irrigatori artificiali sparsi per tutta la città, il colore dominante è sempre il beige, il marroncino, quello dell’erba secca e delle foglie arse al sole dei tropici.
La sensazione generale tra la gente è di attesa. Attesa della grande pioggia, che dia tregua dal gran caldo e che ridoni l’armonia dei colori tipica di queste zone.
Ma c’è chi dice che vi siano stati anni in cui la pioggia si sia rifatta viva solo a gennaio, e allora sì che è una lunga attesa! Staremo a vedere. L’anno scorso è arrivata molto presto, così tanto per darci subito il benvenuto.

Thursday, 9 October 2014

Due etti di… anzi no scusi, 10 fette grazie.



Prendete la lista della spesa, oggi vi porto al supermercato.
Per prima cosa devo fare una precisazione, a Darwin (e credo in tutta Australia) esistono due catene di supermercati, Coles e Woolworths, tutto il resto è fatto da piccoli rivenditori di quartiere.
Quando arrivi al supermercato e devi parcheggiare la macchina puoi scegliere tra il parcheggio coperto/sotterraneo e quello all’aperto. E dato che a Darwin la temperatura media è di 30/35°C tutto l’anno, il sole batte a tutte le ore del giorno e quando non c’è vuol dire che piove… sai già dove parcheggerai.
Dopo aver parcheggiato, senza grossi problemi di code o ingorghi, e ti appresti a prendere un carrello ti accorgerai che non ci vuole la monetina. Sono piuttosto mal ridotti, con le ruote che vanno dove vogliono, ma non devi impazzire a chiedere in giro di cambiarti i soldi. Ti accorgerai anche che nessuno li rimette al loro posto, ne troverai ovunque.
Entri in quel posto che sembra più una camera iperbarica piuttosto che un luogo pubblico, allora se sei stato previdente abbracci subito la maglia o la sciarpa che tieni in borsa, tiri un respiro profondo e ti immergi a meno 10 gradi.
Nel mio Woolworths preferito, quello in centro, all’entrata c’è anche un dispenser di salviettine igienizzanti per pulirsi le mani e il carrello.
 

Friday, 26 September 2014

Le mie prime dieci cose belle - Trying to make the best


Per la maggior parte degli expat, quelli che lo fanno per lavoro, il luogo in cui andrai a vivere non è proprio una scelta. Molto spesso non si hanno alternative, oppure, come nel nostro caso, le alternative non valgono la pena.
Il posto in cui sei diretto lo prendi come un assioma, e non pensi nemmeno se ti piacerà o meno. Quella sarà “casa” per X anni, dove i tuoi figli cresceranno parte della loro infanzia e dove tu avrai un pescivendolo di fiducia (se là esistono i pescivendoli). Perché è così. Tutte quelle che fanno gli expat sono scelte di vita.
Prima di partire non abbiamo preso il mappamondo e puntato il dito in una di quelle città tanto acclamate da mille sondaggi e studi sociali sui posti migliori in cui vivere al mondo. Prima di partire ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo detto “Ok, ce la facciamo.” perché, come dice la frase da cui è nato questo blog: "... nella vita non importa dove sei ma con chi sei."

Ormai la mia vita qui è diventata normalità, è passato il primo periodo di assestamento, con le sue euforie e le sue difficoltà. Ora ho trovato pace in nuovi spazi e nuovi tempi (o almeno ci provo). Tutto è molto diverso da quello che ero e che eravamo nella nostra vita precedente.

Darwin è una città particolare, estrema per molti aspetti, sia climatici sia geografici, e conosco molta gente che l’ha scelta come città in cui vivere, che adora il suo essere piccola e tranquilla.
Darwin o si ama o si odia.

Friday, 19 September 2014

Come sabbia tra le dita


Ci scappa quando vorremmo assaporarlo lentamente, ed è inesorabilmente lento quando vorremmo ci portasse subito a destinazione.
Il tempo non è mai lo stesso. Il mio non è il tuo, e il mio di oggi non è lo stesso di ieri né sarà uguale a quello di domani. Un rapporto controverso, di odio e amore, che in genere cambia in occasione di eventi importanti della vita, come la nascita di un figlio, il lavoro, problemi di salute, un trasferimento. E non puoi farci niente, puoi solo imparare a gestirlo.

Un espatrio ti porta a confrontarti, tra le altre cose, anche con il tempo, e a trovare con esso un nuovo inedito rapporto. Prima l’ansiosa attesa del fatidico giorno. E poi nuovi ritmi, nuove albe e nuovi tramonti.
Le giornate hanno una durata diversa da questa parte del mondo.
Dodici ore scarse di luce al giorno praticamente per 365 giorni l’anno non sono così tante, soprattutto se calcoli che uffici, esercizi e attività pubblici chiudono tra le 4 e le 5 del pomeriggio.
Anche questo è stato il mio shock culturale. Mettere a letto i bambini alle 7 di sera, farli cenare spesso da soli, e considerare chiusa la giornata alle 10. Faccio fatica a condividere certe abitudini, anche se so che per integrarsi conviene sforzarsi, prima o poi.

Wednesday, 17 September 2014

Una fattoria didattica alternativa


Se vivi a Darwin capita che tuo figlio venga invitato ad una festina di compleanno di un compagno di classe. E capita che la festina sia di domenica mattina. Che qua, come per il pranzo e la cena, non esistono orari per le festine, si fanno quando si vuole. La prossima sarà di sabato tra le 12 e le 14. Sì, perché oltre a farle ad orari (per noi) strampalati, qua durano due ore, e sull’invito c’è tassativamente scritto l’orario di fine.
Ma tornando a noi… la festina in questione è in una calda (ma và???!) domenica mattina, a 30 minuti dalla città, che per trovare la casa se non mi avesse avvisata il navigatore che eravamo arrivati non l’avrei mai vista. Ben nascosta in mezzo al bush, nel bel mezzo del niente australiano.

Monday, 25 August 2014

Zaino in spalla e tutti a scuola!



Ciao a tutti, siete rientrati dalle ferie? Beh spero proprio di sì, dato che non se ne può più di vedere su ogni social foto di vacanzieri in luoghi stupendi a panza piena lungo tutta la penisola del belpaese, mentre per  noi le vacanze sono ormai un lontanissimo ricordo! ;)
Settembre è alle porte e m’immagino già le pubblicità martellanti per l’inizio della scuola. Zaini, penne, quaderni per tutti i gusti. Così ho pensato di raccontarvi come funziona la scuola da queste parti.  

A volte non me ne rendo conto ma “mio figlio va già a scuola”! mancano tre mesi alla fine dell’anno scolastico ed ha già imparato a leggere ed è sulla buona strada anche per scrivere. In inglese ovviamente, ma questo è un altro discorso.
In questo post vi raccontavo il suo primo giorno di scuola e da allora sono cambiate tantissime cose.
Dopo questi primi mesi posso dirmi più che soddisfatta del sistema scolastico che abbiamo incontrato qua a Darwin, che presumo sia più o meno lo stesso del resto d’Australia.
La scelta di inserire un anno di transizione tra la scuola materna e l’inizio vero e proprio della scuola elementare mi è parsa subito un ottimo modo per agevolare i bambini e dar loro il tempo necessario per prendere confidenza con le prime materie scolastiche senza dover rinunciare al gioco.

Thursday, 5 June 2014

Il mio disagio profondo


Vivere in un paese straniero comporta un grande spirito di adattamento.
Da quando sono a Darwin ho imparato a guidare a sinistra e perfino ad usare il cambio automatico; ho imparato a pranzare ad orari indefiniti e cenare con le galline; ho anche imparato a farmi la doccia al posto del bidè, ma c’è una cosa che proprio non riesco a capire ed è: “Hi, how are you?”

Hi-how-are-you non è una domanda, è un saluto, è un tutt’uno. A volte si risponde altre volte no.
E qua nasce il mio grande disagio. Quando rispondere e quando no?
Le persone si salutano chiedendosi “come stai” ma non gliene frega a nessuno veramente come stai.
Oppure sì? Chi lo può sapere?

Così, alla ricerca di una soluzione al mio problema, ho cercato di identificare quattro possibili casi:

A-     Rispondi cordialmente “Fine thanks, and you?” e l’altra persona se c’ha voglia ti risponde altrimenti parla d’altro (questo di solito accade quando si ha tempo)

B-      Replichi a tua volta con un altro “Hi, how are you?” (che non implica per forza risposta)

C-      Rispondi semplicemente “Good, thank you

D-     Fai un cenno con la testa e te la cavi con un semplice “Hello!”

Ecco, io mi trovo sempre sull’orlo del precipizio. Cosa rispondo?
Se scelgo la D sembra che me la tiri, ma se poi scelgo la A magari non finisco la frase che l’altra persona ha già girato l’angolo e mi ritrovo a parlare da sola. Anche la B e la C potrebbero creare imbarazzo.
Son problemi questi, non credete?!

Monday, 31 March 2014

Ventiquattr'ore Down Under

Le mie giornate iniziano attorno alle 7 del mattino, ma a volte anche prima quando suona la sveglia sul comodino opposto al mio, alle 4.50, e per qualche malaugurato motivo la mente si mette in funzione e non riesco più a fermarla. Sento i movimenti furtivi  prima in bagno poi in cucina, poi la porta chiudersi. Quelle mattine non è che mi piacciano molto. Una mia amica si alza assieme al marito alle 5, fanno colazione assieme.. che romantici ho pensato quando me l’ha detto, ma io .. non ci penso nemmeno! Il sole sorge attorno alle 7, prima regna il buio, e per una che come me si sveglia con il minimo bagliore.. alzarsi prima dell’alba è un sacrilegio!

Così io e il mio piccolo uomo facciamo colazione e poi subito via verso scuola. Andiamo in auto, per ora, ma quando sarà meno umido e meno caldo, spero, prenderemo la bici.
Poi torno sola verso casa, in genere infilo le scarpe da ginnastica e parto per una corsa o una camminata, dipende dal mood della giornata ..e se ho sentito o meno la sveglia delle 5.

Tuesday, 25 March 2014

Finalmente si mangia coccodrillo!

Era un po’ che sentivamo parlare di quel ristorante, a detta di tutti il migliore in città, così al primo evento da festeggiare ho preso il telefono e prenotato un tavolo. Tobia da amici e noi due fuori a cena, da soli.. Quanto tempo dall’ultima volta!
L’aria inizia ad essere meno opprimente la sera così ho chiesto di poter stare all’aperto, dicono che abbiano una vista stupenda al tramonto. Peccato che non ci fossero tavoli liberi prima delle 8 e qua il tramonto è alle 7. Ma pazienza siamo arrivati con le stelle.

Ci piace molto andare a mangiare fuori, e in Italia era un lusso che cercavamo di permetterci il più  possibile. Qua è diverso, un po’ per il tempo a disposizione, un po’ per il costo (per noi spesso esagerato a confronto della qualità del cibo e del servizio offerti).
Così quado siamo arrivati al ristorante abbiamo iniziato a scrutare ed analizzare ogni particolare, curiosi di scoprire cosa lo rendesse così popolare. Un po’ come due veri e propri "mistery customers" (come nel film “Viaggio da sola” per intenderci), quasi dovessimo stilare la lista dei pregi e dei difetti.