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Wednesday, 16 September 2015

Piccoli bilingui crescono



Ve ne avevo parlato un bel po' di tempo fa (nel post "E con la lingua come va") e da allora la padronanza della lingua inglese da parte del piccolo ... ops... "medio" di casa è decisamente migliorata.
Dopo esattamente 23 mesi che viviamo in Australia possiamo tranquillamente parlare di bilinguismo.
Non ci facevo caso ma è da qualche mese che io gli parlo in italiano e lui mi risponde in inglese, o comunque mixa molto le due lingue.
Si sveglia la mattina e le prime parole sono spesso e volentieri nella seconda lingua, se deve raccontarmi qualcosa successo durante il giorno lo fa ovviamente in inglese, e la sera dovendo leggere il libro per scuola finisce che anche la lettura serale viene spesso fatta in inglese.

Se penso al tempo che trascorre ad esclusivo contatto con la seconda lingua non é difficile capire come possa essere successo. A scuola fino alle 2.30pm e poi tra le attività pomeridiane o anche solo un playdate con un amico, la giornata è trascorsa parlando sempre inglese!


Monday, 25 August 2014

Zaino in spalla e tutti a scuola!



Ciao a tutti, siete rientrati dalle ferie? Beh spero proprio di sì, dato che non se ne può più di vedere su ogni social foto di vacanzieri in luoghi stupendi a panza piena lungo tutta la penisola del belpaese, mentre per  noi le vacanze sono ormai un lontanissimo ricordo! ;)
Settembre è alle porte e m’immagino già le pubblicità martellanti per l’inizio della scuola. Zaini, penne, quaderni per tutti i gusti. Così ho pensato di raccontarvi come funziona la scuola da queste parti.  

A volte non me ne rendo conto ma “mio figlio va già a scuola”! mancano tre mesi alla fine dell’anno scolastico ed ha già imparato a leggere ed è sulla buona strada anche per scrivere. In inglese ovviamente, ma questo è un altro discorso.
In questo post vi raccontavo il suo primo giorno di scuola e da allora sono cambiate tantissime cose.
Dopo questi primi mesi posso dirmi più che soddisfatta del sistema scolastico che abbiamo incontrato qua a Darwin, che presumo sia più o meno lo stesso del resto d’Australia.
La scelta di inserire un anno di transizione tra la scuola materna e l’inizio vero e proprio della scuola elementare mi è parsa subito un ottimo modo per agevolare i bambini e dar loro il tempo necessario per prendere confidenza con le prime materie scolastiche senza dover rinunciare al gioco.

Thursday, 5 June 2014

Il mio disagio profondo


Vivere in un paese straniero comporta un grande spirito di adattamento.
Da quando sono a Darwin ho imparato a guidare a sinistra e perfino ad usare il cambio automatico; ho imparato a pranzare ad orari indefiniti e cenare con le galline; ho anche imparato a farmi la doccia al posto del bidè, ma c’è una cosa che proprio non riesco a capire ed è: “Hi, how are you?”

Hi-how-are-you non è una domanda, è un saluto, è un tutt’uno. A volte si risponde altre volte no.
E qua nasce il mio grande disagio. Quando rispondere e quando no?
Le persone si salutano chiedendosi “come stai” ma non gliene frega a nessuno veramente come stai.
Oppure sì? Chi lo può sapere?

Così, alla ricerca di una soluzione al mio problema, ho cercato di identificare quattro possibili casi:

A-     Rispondi cordialmente “Fine thanks, and you?” e l’altra persona se c’ha voglia ti risponde altrimenti parla d’altro (questo di solito accade quando si ha tempo)

B-      Replichi a tua volta con un altro “Hi, how are you?” (che non implica per forza risposta)

C-      Rispondi semplicemente “Good, thank you

D-     Fai un cenno con la testa e te la cavi con un semplice “Hello!”

Ecco, io mi trovo sempre sull’orlo del precipizio. Cosa rispondo?
Se scelgo la D sembra che me la tiri, ma se poi scelgo la A magari non finisco la frase che l’altra persona ha già girato l’angolo e mi ritrovo a parlare da sola. Anche la B e la C potrebbero creare imbarazzo.
Son problemi questi, non credete?!

Friday, 9 May 2014

E con la lingua come va?

Ad essere onesti, non avendo dovuto sostenere alcun test prima di entrare in Australia (siamo entrati tramite uno i quelli che chiamano “Sponsor Visa”), non mi sono mai preoccupata molto di come fosse messo il mio inglese. Certo è una lingua che studio e parlo praticamente da sempre, e quando in passato ho soggiornato all’estero per qualche mese ricordo di non aver avuto alcun problema, in poche settimane era già fluente e disinvolto. Avevo 20 anni. Lavoravo. Ed ero da sola. (!)
Ora è diverso.  Devo ammettere che dopo 6 mesi a Darwin sento che c’è ancora molto da fare perché mi senta veramente “a mio agio” con la lingua. L’accento di qua è molto marcato e per una che è sempre stata affezionata al canonico “british english” mi c’è voluto un po’ per abituarmi all’australiano. Non lavorando non sono costretta a parlarlo tutto il giorno e a casa le poche ore che trascorriamo assieme preferiamo viverle a modo nostro, all’italiana.
Ma mi sono ripromessa di guardare più tv e prima o poi inizierò quel libro in inglese comprato a Perth a Natale.

La piccola spugna di casa invece è arrivato che dell’inglese conosceva cat-dog-fish-angry birds e nient’altro, e ora dopo solo tre mesi di scuola conosce l’alfabeto in inglese, pian piano inizia a scrivere e a leggere, e soprattutto comunica senza problemi con i suoi coetanei.
Ha iniziato tonando a casa con esclamazioni del tipo “Cool!” oppure “Oh my god!” e ora vuole leggere tutto quello che trova in giro.
Mi stupisco di quanto sia ogni giorno più ampio il suo vocabolario, e sentirlo chiacchierare con nonchalance è impressionante!


Wednesday, 29 January 2014

Primo giorno di scuola!

 
Tobia, 5 anni a Marzo, ha iniziato ieri a frequentare la scuola australiana, per l’esattezza del Northern Territory.
Qui l’anno scolastico inizia a fine gennaio e termina prima di Natale, si divide in due semestri tra i quali ci sono 4 settimane di vacanza, oltre a un paio di settimane per Pasqua e a fine settembre. Visto che la temperatura è sempre più o meno la stessa tutto l’anno mi sembra un buon modo di suddividere le ferie.