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Friday, 13 November 2015

Cara Darwin


Cara Darwin,
che non sia stato amore a prima vista questo ormai si sa, ma diciamola tutta non è stato nemmeno amore a seconda vista.
Sin da quella prima notte di ottobre, buia e umida, in cui ci siamo dovuti accampare in una palestra perché si erano dimenticati di noi. Darwin style.

Ci ho provato, giuro c'ho provato, ma proprio non c'è stato feeling.

E invece, per ironia della sorte, in un certo senso rimarrai sempre con noi, farai parte della nostra vita oltre che dei nostri ricordi, imprimendoti con prepotenza sul passaporto di mia figlia. Nelle foto dei suoi primi mesi, nei ricordi che si sentirà raccontare quando sarà grande, quando magari anche lei avrà dei figli.
Sarai lì, e allora non potrò che ricordarti con il sorriso e mi mancherai, come può mancare un luogo che ti ha lasciato qualcosa di un valore inestimabile.
Sono sicura ti penseremo con affetto, nonostante il tuo essere così "selvaggia", così umida e terribilmente isolata. Ricorderemo solo ciò che ti renderà bella ai nostri occhi.
I tuoi tramonti, i tuoi colori, e le belle persone che ci hai fatto incontrare.

In questi due anni ci hai messo alla prova. Il tuo essere così lontana da tutto, così estrema, il tuo essere così diversa da noi. I ritmi di vita a cui ci hai costretti, le tue strane abitudini, e i tuoi strani abitanti.
Ti sei impressa perfino solcando i nostri visi con i segni del tuo sole, così aggressivo. Segni che rimarranno lì ad ulteriore  testimonianza del nostro incontro.
Tutto questo non può che renderci più forti, allargare le nostre spalle, e farci sentire un po' più cittadini di questo immenso mondo.
Ti ricorderemo per tutto questo, mia cara Darwin.

Come due innamorati dal futuro impossibile dovevamo conoscerci in un altro momento io e te. Sono sicura avrebbe funzionato.

Monday, 9 November 2015

Meno cinque


I giorni scorrono come un treno eurostar e io sono lì sulla banchina a guardarlo questo treno, il problema è che non si ferma.
Le mie to do list vanno avanti.
Vendere macchina - Dopo un paio di trattative private andate in fumo abbiamo deciso di affidarla ad una concessionaria.
Trovare nuovi inquilini per l'appartamento - Ebbene qua c'è questa usanza disumana per cui se interrompi l'affitto prima della scadenza del contratto sei costretto a continuare a pagare l'affitto fino a che non subentra qualcun'altro. E vi ricordo quanta voglia hanno di lavorare le agenzie immobiliari , in più i prezzi sono calati ancora da quando abbiamo traslocato, siamo all'inizio della stagione umida e pure sotto Natale... Quindi per dirla in parole povere non abbiamo speranza! Così il lavoratore di casa, in attesa di raggiungerci per Natale, continuerà a vivere qua finché non arriverà qualcun'altro.
Scatoloni - per il motivo di cui sopra mi sono arresa all'evidenza che dovrò per forza delegare.
Valigie - quasi pronte, mancano le ultime cose e via!
Salutare gli ultimi amici - fatto!
Preparare i cupcakes per il farewell di Tobia a scuola - i miei primi cupcakes, che scandalo!
Vendere o dare in beneficienza tutto quello che mi passa per le mani - ormai sono diventata la regina del decluttering (oltre che delle to do list ovviamente). E poi qua è veramente facile, la gente vende e compra qualsiasi cosa, dalle sportine del supermercato (a 5 centesimi anziché 10) al ghiaccio (a 5$ "un po'" o 20$ tutto) ai cartoni delle uova in cambio di uova. Insomma, la fantasia non manca.
 
Come sto? Onestamente sono stremata, non vedo l'ora di metter piede su quell'aereo anzi, su quel treno.

Thursday, 5 November 2015

Cenerentola è uscita a cena



Cenerentola è uscita a cena. Alcune amiche, le mamme dei compagni di suo figlio grande, le hanno detto ti passiamo a prendere e andiamo a cena fuori per salutarti.
Lei quasi si commuoveva. Non sono poi così grandi amiche, certo in questi due anni si sono frequentate spesso per via dei bambini, ma non è che ci sia tutta questa confidenza, e questo gesto le ha rese ai suoi occhi molto più vicine di quanto lei immaginasse.
E allora è lì, davanti a qualche stuzzichino greco e un bicchiere di vino, le guarda e ascolta quello che dicono, ormai capisce quasi tutto ma non riesce ancora ad esprimersi per poter dire tutto quello che pensa, o magari ci prova, e finisce con l'incartarsi in frasi senza senso. E allora pensa quanto sarebbe stato tutto più facile se solo avessero parlato la stessa lingua. Magari quella confidenza di cui sente tanto la mancanza sarebbe potuta nascere e maturare in questi due anni, magari quelle volte in cui ha avuto l'impressione che gli altri non fossero interessati a lei era solo perché trovavano difficile sostenere una conversazione che andasse oltre le banalità.
Magari fosse uscita una volta di più e magari bevuto un bicchiere di vino in più, forse avrebbe capito che non è la cultura ma la lingua che le teneva distanti.

Ora è lì, e sono in quattro, perché lei se ne sta per andare. Una ha gli occhi lucidi, un'altra dice ci rivediamo nel mio viaggio in Europa il prossimo anno. E lei sente finalmente quel calore che poche volte l'ha sorpresa in tutta questa esperienza australiana.

Si salutano, si baciano e si abbracciano. Da queste parti non lo fanno spesso ed è per questo che Cenerentola apprezza ora questi piccoli gesti come non mai.

Tuesday, 27 October 2015

Quando sai che te ne stai per andare


Quando sai che te ne stai per andare tutto sembra più bello.
Tutto viene illuminato da una nuova luce che rende ogni particolare più attraente.
Cambia la prospettiva.
Passi dall'altra parte.
Vivi ogni giorno come fosse l'ultimo, come fossi in vacanza.

Quando te ne stai per andare e sai che non tornerai tutti i motivi per cui desideravi andartene tutto ad un tratto perdono valore.
Anche quello che fino al giorno prima non sopportavi, ora non ti sembra nemmeno piú cosí importante, mentre le cose belle sembrano improvvisamente in predominanza e non puoi fare a meno di volerle vivere ed assaporare per l'ultima volta.
Tutto è "per l'ultima volta".

Vivo queste ultime settimane sommersa da "to do list". Mi guardo attorno in casa cercando continuamente qualcosa da eliminare, regalare, inscatolare, insacchettare.

Tra poche settimane viaggerò da sola con i bambini verso l'Italia. Finalmente la vacanza tanto desiderata sta per cominciare.
Saranno settimane, mesi, di tutto quello che mi è mancato di più.
Saranno la mia ricarica, per poi ripartire per una nuova avventura, ancora lontana dal belpaese ma stavolta decisamente meno lontana. Basterà attraversare un paio di stati, sorvolare la Manica e ci sarò.

Certo, se penso che passeremo dalla semestrale-stagione-umida-ma-calda di Darwin alla perenne-stagione-umida-ma-fredda di Londra mi viene un pò da ridere, ma non vedo l'ora di tirare finalmente fuori quel trench che due anni fa ha viaggiato mesi all'interno di un container, attraversato oceani, per poi rimanere totalmente inutilizzato. Sto già pensando che dovrò trovare degli stivali di gomma che ci si abbinino!
Clima ed abbigliamento a parte, questa nuova vita mi incuriosisce molto ed entusiasma, un pò  come tutte le novità d'altronde. [Anche se c'è chi sostiene che sarò bravissima a trovare qualcosa di cui lamentarmi comunque.]
Un altro big move, e stavolta saremo in quattro. Vediamo se sapremo far frutto degli errori passati e, assieme ad un pò di fortuna in più, a ritrovare un nuovo equilibrio.

Questo blog rimarrà qua, a Darwin, non ha motivo di seguirci, avrebbe troppo freddo e probabilmente il traffico londinese lo farebbe impazzire.
Probabilmente continuerò a scrivere, probabilmente vi terrò aggiornati, sicuramente avrò bisogno di un pò di tempo per me.
Ho ancora qualche settimana prima della partenza e prometto che riuscirò a trovare il tempo per scrivere tra una valigia e uno scatolone [.. e un pannolino.]

Wednesday, 21 October 2015

Cosa sono due anni?




Sono talmente presa dall'imminente viaggio in Italia che mi stavo dimenticando di un avvenimento molto importante: il nostro secondo anniversario qua a Darwin.
Ventiquattro mesi e poco o nulla è cambiato da sei mesi fa, quando mi sembravano molti di più.

Cosa sono due anni? A volte nulla a volte un tempo infinito.
Due anni per me sono abbastanza per ambientarsi in una città, soprattutto in una piccola come Darwin. Ora ho i miei posti preferiti, negozi, bar e ristoranti, e luoghi in cui mi rifugio quando ho voglia di pace.
Sono abbastanza per renderti conto di cosa avevi prima e ciò a cui non sei disposto a rinunciare.

Wednesday, 16 September 2015

Piccoli bilingui crescono



Ve ne avevo parlato un bel po' di tempo fa (nel post "E con la lingua come va") e da allora la padronanza della lingua inglese da parte del piccolo ... ops... "medio" di casa è decisamente migliorata.
Dopo esattamente 23 mesi che viviamo in Australia possiamo tranquillamente parlare di bilinguismo.
Non ci facevo caso ma è da qualche mese che io gli parlo in italiano e lui mi risponde in inglese, o comunque mixa molto le due lingue.
Si sveglia la mattina e le prime parole sono spesso e volentieri nella seconda lingua, se deve raccontarmi qualcosa successo durante il giorno lo fa ovviamente in inglese, e la sera dovendo leggere il libro per scuola finisce che anche la lettura serale viene spesso fatta in inglese.

Se penso al tempo che trascorre ad esclusivo contatto con la seconda lingua non é difficile capire come possa essere successo. A scuola fino alle 2.30pm e poi tra le attività pomeridiane o anche solo un playdate con un amico, la giornata è trascorsa parlando sempre inglese!


Monday, 24 August 2015

Ultime dal fronte


La maglietta è sempre stropicciata e macchiata sulla spalla, le borse agli occhi se possibile più profonde e vi scrivo in un sempre più raro momento di pace mattutina.
In fondo le cose importanti non sono cambiate.

Guardo con grande invidia le foto di amici e parenti in vacanza. Puglia, Sicilia, Sardegna, capitali europee. E mi riprometto: il prossimo anno anch'io! Vorrei andare in tutti i posti che vedo, mi segno nomi di località, addirittura hotel e ristoranti, non si sa mai!
Anche se qua, tutto sommato, ultimamente non stiamo così male. La dry season è adorabile, dura poco ma si fa voler bene.
Il festival in città, le gite a Berry Springs nel weekend, le passeggiate sotto casa al tramonto. Non posso certo lamentarmi.

Thursday, 30 July 2015

La vita non è degna di essere vissuta, se non è vissuta per qualcun altro. (Albert Einstein)

Calamari sotto gli occhi, maglietta da casa tutta stropicciata con evidenti macchie di rigurgito di latte, batto piano sui tasti del computer per non rompere l'incantesimo.
Questa è la nuova io.
Come avrete capito è arrivato il quarto componente della famiglia. È arrivata di giovedì mattina, come un lampo, proprio dopo il mio ultimo post in cui mi lamentavo che si faceva desiderare.

E lei subito a smentirmi!
Saranno stati i fuochi d'artificio della sera prima, o la luna nuova o l'agopuntura, ma non si è fatta pregare troppo.
E tutto d'un tratto era lì, tra le mie braccia. Ed era come se ci fosse sempre stata.

Sunday, 12 April 2015

Diciotto mesi



Sono come i denti che cadono... sono pochi ma sembrano tanti. Almeno a me.
Sono i mesi da quando siamo arrivati a Darwin.
E nonostante tutto l’impegno del mondo questo tempo non vola. Ho imparato a trarre il meglio di questa esperienza (ve lo raccontavo in questo post), ho imparato a relativizzare tutto (altro post) e a far pace con il tempo (altro post), ma non ho ancora imparato a fare quel giochino per cui dovrei riuscire a vedermi qua tra 10 anni: io, a Darwin, a quarantacinque anni… no, quello proprio no!
Sarà perché noi “expat per lavoro” non scegliamo dove vivere, e sarà che questo posto è veramente molto diverso dai miei canoni di “vita appagante”, ma vivo ancora in stand-by, in attesa di conoscere la prossima meta.


Sunday, 12 October 2014

Due o tre cose che ho imparato da questo espatrio


Così è arrivato anche il dodici ottobre, come una meta, un traguardo. Ricordo benissimo quando, esattamente un anno fa, scendevamo da quel taxi, in piena notte, e nel buio scorgevo piante tropicali e luoghi sconosciuti.
Esattamente un anno fa siamo approdati a Darwin, dopo ben due giorni di viaggio, direttamente dall’Italia. Esausti, ma curiosi, con il naturale timore di chi si trova tutt’a un tratto senza riferimenti e non è in vacanza, con il passo felpato tipico del primo uomo sulla luna.
A chi ci ha visti partire sembra ieri che tenevamo la valigia in una mano e nell’altra il passaporto ma a noi sembra passato un secolo, tante sono le cose che sono successe, che sono cambiate e che ci hanno cambiato in questi dodici mesi.
Allora tiriamole queste somme! Un evento così avviene solo una volta l’anno, non facciamoci scappare l’occasione di metterci a tavolino ad analizzare cosa è successo in questo periodo così intenso, cosa è cambiato e cosa c’è di nuovo.

Friday, 26 September 2014

Le mie prime dieci cose belle - Trying to make the best


Per la maggior parte degli expat, quelli che lo fanno per lavoro, il luogo in cui andrai a vivere non è proprio una scelta. Molto spesso non si hanno alternative, oppure, come nel nostro caso, le alternative non valgono la pena.
Il posto in cui sei diretto lo prendi come un assioma, e non pensi nemmeno se ti piacerà o meno. Quella sarà “casa” per X anni, dove i tuoi figli cresceranno parte della loro infanzia e dove tu avrai un pescivendolo di fiducia (se là esistono i pescivendoli). Perché è così. Tutte quelle che fanno gli expat sono scelte di vita.
Prima di partire non abbiamo preso il mappamondo e puntato il dito in una di quelle città tanto acclamate da mille sondaggi e studi sociali sui posti migliori in cui vivere al mondo. Prima di partire ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo detto “Ok, ce la facciamo.” perché, come dice la frase da cui è nato questo blog: "... nella vita non importa dove sei ma con chi sei."

Ormai la mia vita qui è diventata normalità, è passato il primo periodo di assestamento, con le sue euforie e le sue difficoltà. Ora ho trovato pace in nuovi spazi e nuovi tempi (o almeno ci provo). Tutto è molto diverso da quello che ero e che eravamo nella nostra vita precedente.

Darwin è una città particolare, estrema per molti aspetti, sia climatici sia geografici, e conosco molta gente che l’ha scelta come città in cui vivere, che adora il suo essere piccola e tranquilla.
Darwin o si ama o si odia.

Friday, 19 September 2014

Come sabbia tra le dita


Ci scappa quando vorremmo assaporarlo lentamente, ed è inesorabilmente lento quando vorremmo ci portasse subito a destinazione.
Il tempo non è mai lo stesso. Il mio non è il tuo, e il mio di oggi non è lo stesso di ieri né sarà uguale a quello di domani. Un rapporto controverso, di odio e amore, che in genere cambia in occasione di eventi importanti della vita, come la nascita di un figlio, il lavoro, problemi di salute, un trasferimento. E non puoi farci niente, puoi solo imparare a gestirlo.

Un espatrio ti porta a confrontarti, tra le altre cose, anche con il tempo, e a trovare con esso un nuovo inedito rapporto. Prima l’ansiosa attesa del fatidico giorno. E poi nuovi ritmi, nuove albe e nuovi tramonti.
Le giornate hanno una durata diversa da questa parte del mondo.
Dodici ore scarse di luce al giorno praticamente per 365 giorni l’anno non sono così tante, soprattutto se calcoli che uffici, esercizi e attività pubblici chiudono tra le 4 e le 5 del pomeriggio.
Anche questo è stato il mio shock culturale. Mettere a letto i bambini alle 7 di sera, farli cenare spesso da soli, e considerare chiusa la giornata alle 10. Faccio fatica a condividere certe abitudini, anche se so che per integrarsi conviene sforzarsi, prima o poi.

Monday, 25 August 2014

Zaino in spalla e tutti a scuola!



Ciao a tutti, siete rientrati dalle ferie? Beh spero proprio di sì, dato che non se ne può più di vedere su ogni social foto di vacanzieri in luoghi stupendi a panza piena lungo tutta la penisola del belpaese, mentre per  noi le vacanze sono ormai un lontanissimo ricordo! ;)
Settembre è alle porte e m’immagino già le pubblicità martellanti per l’inizio della scuola. Zaini, penne, quaderni per tutti i gusti. Così ho pensato di raccontarvi come funziona la scuola da queste parti.  

A volte non me ne rendo conto ma “mio figlio va già a scuola”! mancano tre mesi alla fine dell’anno scolastico ed ha già imparato a leggere ed è sulla buona strada anche per scrivere. In inglese ovviamente, ma questo è un altro discorso.
In questo post vi raccontavo il suo primo giorno di scuola e da allora sono cambiate tantissime cose.
Dopo questi primi mesi posso dirmi più che soddisfatta del sistema scolastico che abbiamo incontrato qua a Darwin, che presumo sia più o meno lo stesso del resto d’Australia.
La scelta di inserire un anno di transizione tra la scuola materna e l’inizio vero e proprio della scuola elementare mi è parsa subito un ottimo modo per agevolare i bambini e dar loro il tempo necessario per prendere confidenza con le prime materie scolastiche senza dover rinunciare al gioco.

Tuesday, 5 August 2014

La domenica mattina

La domenica mattina ci piace andare al mercato. In città non ce ne sono molti, anzi oserei dire due o tre, e quelli che conosciamo meglio sono il sabato e la domenica. I mercati di Darwin sono molto diversi da quelli a cui siamo abituati in Italia. Innanzitutto non sono molto estesi come i nostri, inoltre quasi non esistono bancarelle di abbigliamento, ma sono un tripudio di colori e sapori. Bancarelle di frutta e verdura, di fiori, e tanti piccoli stand di cibo “etnico”.
Il sabato a Parap, un quartiere molto vicino al centro, è tipico di Darwin e più curato (per quanto il termine “curato” abbia senso in Australia) e tutto attorno si trovano negozietti di quartiere piuttosto carini. Ma il sabato c’è sempre altro da fare e poi spesso siamo solo in due, mentre al mercato è bello andarci tutti e tre (soprattutto perché l’anello mancante è la mia calcolatrice personale ed ha una memoria di ferro per i numeri, ricorda i prezzi di ogni prodotto… perciò per una spesa accurata ho bisogno di lui ;)
 

Wednesday, 30 July 2014

T'amo, non t'amo, t'amo


Sono tornata al cinema all’aperto (Deckchair Cinema), a vedere un film-documentario italiano: “ITALY love it or leave it” (trad. “ITALIA o la ami o la lasci”).
Ne avevo letto qualcosa on-line tempo fa e da allora quel titolo mi puntava addosso come un dito accusatore, perché io quell’Italia l’ho lasciata, nove mesi e mezzo fa.
Così appena ne ho avuto l’occasione sono andata a vederlo.

Il film, di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, è un viaggio attraverso l’Italia, tra le sue bellezze e le sue brutture, alla ricerca dei motivi per lasciarla e dei motivi per amarla.
La forma di documentario la rende una pellicola veloce e molto piacevole da seguire, per nulla scontata dai tratti moderni e accattivanti.

Wednesday, 23 July 2014

Di ritorni e cose nuove


Siamo tornati alla nostra quotidianità. Ci è voluta una settimana per superare i disagi del jet lag, la casa era pervasa da un torpore generale, i nostri corpi si muovevano come in assenza di gravità, e la notte non era più notte, sembrava ci dessimo appuntamento tuti e tre in cucina tra le 3 e le 4, per poi non riuscire a riprendere sonno fino a che fuori non faceva luce (solo noi due “privilegiati” però, mentre “il Lavoratore” ha ripreso subito ad uscire di casa prima dell’alba). Una settimana, come quando siamo arrivati per la prima volta, e poi finalmente i nostri corpi si sono arresi.

Anche la scuola è ricominciata. In Australia l’anno scolastico va da fine gennaio a dicembre e prevede un’interruzione tra il primo e il secondo semestre, oltre ad alcune settimane di vacanza qua e là. Nel Northern Territory le scuole sono rimaste chiuse dal 23 giugno al 22 luglio, e concluderanno l’anno scolastico l'11 dicembre.
Tobia è rientrato con entusiasmo, ha ritrovato i suoi amici e le sue abitudini, tanto care e così indispensabili per i bambini.

Io riprendo un po’ a rilento, ma so che mi aspetta una seconda parte di 2014 ricca di impegni e progetti.
Ad agosto avremo visite, stavolta gradite, vengono a trovarci due cari amici italiani che vivono a Perth, solo per un weekend ma non vedo l’ora. Sto già pensando a tutte le cose da fargli fare e vedere. Avere ospiti nella città in cui vivi da poco ti stimola a cercare tutte le cose belle che ha da offrire, ed aiuta quindi ad apprezzarla di più. Il clima sarà dalla nostra, è semplicemente adorabile in questo periodo. Sono sicura faremo un figurone!


Wednesday, 16 July 2014

Se partire è un po’ morire… tornare sarà un po’ come rinascere?

Sono tornata.
Questo tempo è volato, come per ogni vacanza. Ma questa era ancora più ricca di aspettative, cose da fare, luoghi da vedere e persone da riabbracciare.
Siamo stati in Italia. Per la prima volta dopo esserci trasferiti a Darwin.

 
Incontrare vecchi amici per strada e raccontare una nuova vita, finisci per dire sempre le stesse cose, le ripeti talmente tante volte che arrivi a chiederti se esista veramente una nuova vita.

Wednesday, 18 June 2014

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone. (cit.)

 
Vi abbandono per un po’. Ce ne andiamo in vacanza.

In questo periodo di pausa rivedrò alcuni dei miei lettori più affezionati e amici, quelli tra i più preziosi.
Gli altri saranno debitamente aggiornati al mio ritorno. Anche se temo che non riuscirò a star senza scrivere per troppo tempo.
Ho in mente grandi cambiamenti per il mio blog e sento che questa vacanza sarà un’unica grande ispirazione. Non sto nella pelle. Sia per la vacanza che per le novità che ho in mente.
 

Tuesday, 10 June 2014

Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno


Io ho un concetto forse un po’ all’antica dell’amicizia. Che non va molto d’accordo con l’era digitale in cui viviamo, e soprattutto con la lontananza.
Il mio concetto d’amicizia prevede condivisione, scambio. Ovvio, superata l’adolescenza la condivisione non può essere più costante, né tanto meno in tempo reale, e quando poi subentrano altri attori sul nostro palcoscenico, bisogna riuscire a dare ad ognuno una parte senza scontentare nessuno.
Ma l’amico rimane. Per raccontare di sé, ascoltare, vivere emozioni, ed esserci quando uno meno se l’aspetta. Con spontaneità e desiderio. Ecco, questo dovrebbe essere l’amicizia per me.
Il bello e allo stesso tempo il brutto della vita da “nomade” (perché è un po’ così che ci si sente dopo i vari traslochi degli ultimi dieci anni) è che si collezionano conoscenze di ogni genere, e ogni tanto qualcuna di queste è destinata a diventare vera amicizia ed accompagnarti negli stadi successivi della vita.

Thursday, 5 June 2014

Il mio disagio profondo


Vivere in un paese straniero comporta un grande spirito di adattamento.
Da quando sono a Darwin ho imparato a guidare a sinistra e perfino ad usare il cambio automatico; ho imparato a pranzare ad orari indefiniti e cenare con le galline; ho anche imparato a farmi la doccia al posto del bidè, ma c’è una cosa che proprio non riesco a capire ed è: “Hi, how are you?”

Hi-how-are-you non è una domanda, è un saluto, è un tutt’uno. A volte si risponde altre volte no.
E qua nasce il mio grande disagio. Quando rispondere e quando no?
Le persone si salutano chiedendosi “come stai” ma non gliene frega a nessuno veramente come stai.
Oppure sì? Chi lo può sapere?

Così, alla ricerca di una soluzione al mio problema, ho cercato di identificare quattro possibili casi:

A-     Rispondi cordialmente “Fine thanks, and you?” e l’altra persona se c’ha voglia ti risponde altrimenti parla d’altro (questo di solito accade quando si ha tempo)

B-      Replichi a tua volta con un altro “Hi, how are you?” (che non implica per forza risposta)

C-      Rispondi semplicemente “Good, thank you

D-     Fai un cenno con la testa e te la cavi con un semplice “Hello!”

Ecco, io mi trovo sempre sull’orlo del precipizio. Cosa rispondo?
Se scelgo la D sembra che me la tiri, ma se poi scelgo la A magari non finisco la frase che l’altra persona ha già girato l’angolo e mi ritrovo a parlare da sola. Anche la B e la C potrebbero creare imbarazzo.
Son problemi questi, non credete?!