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Monday, 9 November 2015

Meno cinque


I giorni scorrono come un treno eurostar e io sono lì sulla banchina a guardarlo questo treno, il problema è che non si ferma.
Le mie to do list vanno avanti.
Vendere macchina - Dopo un paio di trattative private andate in fumo abbiamo deciso di affidarla ad una concessionaria.
Trovare nuovi inquilini per l'appartamento - Ebbene qua c'è questa usanza disumana per cui se interrompi l'affitto prima della scadenza del contratto sei costretto a continuare a pagare l'affitto fino a che non subentra qualcun'altro. E vi ricordo quanta voglia hanno di lavorare le agenzie immobiliari , in più i prezzi sono calati ancora da quando abbiamo traslocato, siamo all'inizio della stagione umida e pure sotto Natale... Quindi per dirla in parole povere non abbiamo speranza! Così il lavoratore di casa, in attesa di raggiungerci per Natale, continuerà a vivere qua finché non arriverà qualcun'altro.
Scatoloni - per il motivo di cui sopra mi sono arresa all'evidenza che dovrò per forza delegare.
Valigie - quasi pronte, mancano le ultime cose e via!
Salutare gli ultimi amici - fatto!
Preparare i cupcakes per il farewell di Tobia a scuola - i miei primi cupcakes, che scandalo!
Vendere o dare in beneficienza tutto quello che mi passa per le mani - ormai sono diventata la regina del decluttering (oltre che delle to do list ovviamente). E poi qua è veramente facile, la gente vende e compra qualsiasi cosa, dalle sportine del supermercato (a 5 centesimi anziché 10) al ghiaccio (a 5$ "un po'" o 20$ tutto) ai cartoni delle uova in cambio di uova. Insomma, la fantasia non manca.
 
Come sto? Onestamente sono stremata, non vedo l'ora di metter piede su quell'aereo anzi, su quel treno.

Thursday, 24 September 2015

Il Kakadu



C'è un detto australiano secondo cui ci sono due cose che bisogna fare prima di morire: una è visitare il Kakadu durante la dry season e l'altra è visitare il Kakadu durante la wet season.
Noi non potevamo lasciar passare un'altra stagione secca senza visitarlo. 
(Per quanto riguarda la quella umida... credo potrà aspettare)

Distante circa 250km da Darwin, il Parco Naturale del Kakadu è il più esteso d'Australia ed è patrimonio dell'umanità dal 1981.

Noi abbiamo dormito a Jabiru, l'unica cittadina all'interno del parco, in un hotel con la struttura a forma di coccodrillo.
La qualità degli alloggi nei parchi naturali del Northern Territory è di gran lunga distante dagli standard internazionali, ma l'unica alternativa è campeggiare (sicuramente l'opzione preferita dagli aussies), in tenda o in cabina. E poi tutto sommato quando si visitano certi posti c'è talmente tanto da vedere che il posto dove dormire non ha molta importanza.

Monday, 3 November 2014

In punta di piedi


Sono stata assente per un po’. Potrei raccontarvi che ho avuto il blocco dello scrittore (“scrittore che???”) oppure che la mia vita è stata talmente piena che non c’è stato tempo per il blog. Credete pure ad entrambe o a nessuna.
In ogni caso sono tornata. E con me la wet season.
Che quest’anno però è dolce e delicata. Prende spazio piano piano, si fa sentire con picchi di temperatura molto alta, che al sole non si può stare, ma concede giornate di tregua con un’aria leggera che toglie la sensazione di umidità.
Non ha ancora piovuto. Fatta eccezione per qualche goccia scesa un paio di settimane fa a pochi kilometri dal centro, a Darwin non piove da più di sei mesi.
La siccità si fa vedere e sentire, nonostante la moltitudine di irrigatori artificiali sparsi per tutta la città, il colore dominante è sempre il beige, il marroncino, quello dell’erba secca e delle foglie arse al sole dei tropici.
La sensazione generale tra la gente è di attesa. Attesa della grande pioggia, che dia tregua dal gran caldo e che ridoni l’armonia dei colori tipica di queste zone.
Ma c’è chi dice che vi siano stati anni in cui la pioggia si sia rifatta viva solo a gennaio, e allora sì che è una lunga attesa! Staremo a vedere. L’anno scorso è arrivata molto presto, così tanto per darci subito il benvenuto.

Thursday, 9 October 2014

Due etti di… anzi no scusi, 10 fette grazie.



Prendete la lista della spesa, oggi vi porto al supermercato.
Per prima cosa devo fare una precisazione, a Darwin (e credo in tutta Australia) esistono due catene di supermercati, Coles e Woolworths, tutto il resto è fatto da piccoli rivenditori di quartiere.
Quando arrivi al supermercato e devi parcheggiare la macchina puoi scegliere tra il parcheggio coperto/sotterraneo e quello all’aperto. E dato che a Darwin la temperatura media è di 30/35°C tutto l’anno, il sole batte a tutte le ore del giorno e quando non c’è vuol dire che piove… sai già dove parcheggerai.
Dopo aver parcheggiato, senza grossi problemi di code o ingorghi, e ti appresti a prendere un carrello ti accorgerai che non ci vuole la monetina. Sono piuttosto mal ridotti, con le ruote che vanno dove vogliono, ma non devi impazzire a chiedere in giro di cambiarti i soldi. Ti accorgerai anche che nessuno li rimette al loro posto, ne troverai ovunque.
Entri in quel posto che sembra più una camera iperbarica piuttosto che un luogo pubblico, allora se sei stato previdente abbracci subito la maglia o la sciarpa che tieni in borsa, tiri un respiro profondo e ti immergi a meno 10 gradi.
Nel mio Woolworths preferito, quello in centro, all’entrata c’è anche un dispenser di salviettine igienizzanti per pulirsi le mani e il carrello.
 

Friday, 26 September 2014

Le mie prime dieci cose belle - Trying to make the best


Per la maggior parte degli expat, quelli che lo fanno per lavoro, il luogo in cui andrai a vivere non è proprio una scelta. Molto spesso non si hanno alternative, oppure, come nel nostro caso, le alternative non valgono la pena.
Il posto in cui sei diretto lo prendi come un assioma, e non pensi nemmeno se ti piacerà o meno. Quella sarà “casa” per X anni, dove i tuoi figli cresceranno parte della loro infanzia e dove tu avrai un pescivendolo di fiducia (se là esistono i pescivendoli). Perché è così. Tutte quelle che fanno gli expat sono scelte di vita.
Prima di partire non abbiamo preso il mappamondo e puntato il dito in una di quelle città tanto acclamate da mille sondaggi e studi sociali sui posti migliori in cui vivere al mondo. Prima di partire ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo detto “Ok, ce la facciamo.” perché, come dice la frase da cui è nato questo blog: "... nella vita non importa dove sei ma con chi sei."

Ormai la mia vita qui è diventata normalità, è passato il primo periodo di assestamento, con le sue euforie e le sue difficoltà. Ora ho trovato pace in nuovi spazi e nuovi tempi (o almeno ci provo). Tutto è molto diverso da quello che ero e che eravamo nella nostra vita precedente.

Darwin è una città particolare, estrema per molti aspetti, sia climatici sia geografici, e conosco molta gente che l’ha scelta come città in cui vivere, che adora il suo essere piccola e tranquilla.
Darwin o si ama o si odia.

Tuesday, 5 August 2014

La domenica mattina

La domenica mattina ci piace andare al mercato. In città non ce ne sono molti, anzi oserei dire due o tre, e quelli che conosciamo meglio sono il sabato e la domenica. I mercati di Darwin sono molto diversi da quelli a cui siamo abituati in Italia. Innanzitutto non sono molto estesi come i nostri, inoltre quasi non esistono bancarelle di abbigliamento, ma sono un tripudio di colori e sapori. Bancarelle di frutta e verdura, di fiori, e tanti piccoli stand di cibo “etnico”.
Il sabato a Parap, un quartiere molto vicino al centro, è tipico di Darwin e più curato (per quanto il termine “curato” abbia senso in Australia) e tutto attorno si trovano negozietti di quartiere piuttosto carini. Ma il sabato c’è sempre altro da fare e poi spesso siamo solo in due, mentre al mercato è bello andarci tutti e tre (soprattutto perché l’anello mancante è la mia calcolatrice personale ed ha una memoria di ferro per i numeri, ricorda i prezzi di ogni prodotto… perciò per una spesa accurata ho bisogno di lui ;)