Monday, 26 January 2015

Meglio tardi che mai


Nella mia mente in tutto questo tempo ho scritto decine di post, bellissimi e interessantissimi. Peccato che poi però non abbiano mai trovato sfogo sulla tastiera del mio pc. Di solito arrivavano di sera, prima di addormentarmi, ma poi finivano per rimanere lì incastrati tra la mia mente e il cuscino.
Un po' perché sono stata colpita da quel bruttissimo virus chiamato pigrizia (ne avevo già qualche sintomo nei post precedenti) e un po' perché le vacanze estive, quelle australiane ovvero in cui la scuola rimane chiusa, mi hanno assorbita parecchio. Sei settimane, sei lunghe ed impegnative settimane in simbiosi con un cinquenne incontenibile e così pieno di energia da stendere un cavallo. Ma non un cinquenne qualunque, il mio cinquenne preferito, per cui mi sono prodigata per organizzare playdate con gli amichetti rimasti in città, lavoretti di Natale alla library, mattinate al cinema (ricordate?), lezioni di ginnastica e chi più ne ha più ne metta. Tutto per rendere questa attesa più piacevole e veloce possibile.
Sono state sei settimane ma con una tregua di due, in cui siamo stati finalmente in vacanza tutti e tre, in Thailandia. Una terra veramente stupenda, in tutto e per tutto.

Thursday, 18 December 2014

Giro di boa



Il mese di dicembre, quest’anno, è ancor più ricco del solito.
Per me, in particolare, significa la fine di un anno, il 2014, intenso e vissuto molto profondamente.
Abbiamo iniziato con le feste di fine anno scolastico, un susseguirsi di festeggiamenti e saluti vari. Il nostro piccolo uomo ha concluso il primo anno di scuola australiana e il prossimo anno, a fine gennaio, inizierà la prima elementare (che qua chiamano “Year One”). Direi che l’ha concluso più che egregiamente, meritandosi le lodi della sua insegnante e di chi l’ha seguito durante questi mesi, da quando non conosceva praticamente niente della lingua inglese e della cultura australiana.
Tra i vari appuntamenti sono stata invitata assieme ad altre mamme ad un “morning tea” come ringraziamento da parte della scuola per l’aiuto prestato durante quest’anno. Un’occasione per ritrovarsi e sottolineare quanto sia prezioso ogni minuto dedicato ai bambini e ai loro insegnanti, in una scuola che purtroppo non riesce ad avere tutti i fondi che servirebbero.
Magari non proprio come succede in Italia, ma mi sono resa conto che anche down under non tutto è oro quel che luccica.
Abbiamo partecipato anche alla “Christmas fair”, una serata organizzata da tutta la scuola per festeggiare assieme il Natale e raccogliere fondi per l’anno prossimo. Bancarelle di ogni genere, dalla vendita di succo d’anguria all’angolo per farsi dipingere le unghie. E ovviamente non potevano mancare hot dog, salsa barbecue, ed infine i tipici “Christmas carols”, i cori di Natale cantati dai bambini. Il tutto condito con caldo e afa, goccioline di sudore a profusione e tanti ventagli sventolanti.
In casa abbiamo allestito l’albero di Natale ai primi giorni del mese, grande e luccicante, con decorazioni rigorosamente home-made … in qualche modo bisogna pur occupare il tempo con il caldo che fa fuori! Ma del Natale vi parlerò in un altro post, quest’anno merita più attenzione.
E ora siamo pronti per partire. Noi tre, finalmente riuniti dopo un periodo di lavoro molto intenso per l'uomo grande di casa.
Affidiamo gli ultimi giorni di questo 2014 alle vacanze, confidando che siano rilassanti, piacevoli e soprattutto che scorrano lente lente, anzi, che non passino mai!

Monday, 8 December 2014

Fenomenologia del vicino di casa



Pensavo ultimamente a quanto siano diversi i nostri vicini di casa, qua a Darwin, rispetto a tutti quelli che ho incontrato nei miei svariati domicili in Italia.
Il complesso abitativo in cui viviamo, detto complex, consta di una quarantina di appartamenti, suddivisi in piccole palazzine da quattro appartamenti ciascuno, una piscina comune e i parcheggi sotterranei.
È piuttosto grande e parrebbe che le occasioni di incontrare qualcuno non siano cosi poche ma dopo un anno da quando ci siamo trasferiti posso contare su una mano le persone o famiglie che mi risultano familiari.
La gente va e viene, come vi ho raccontato spesso, ma soprattutto ha una diversa concezione del “vicinato”.
L’età media dei nostri vicini è tra i 25 e i 30 anni, la maggior parte lavora in qualche cantiere o sono militari. Durante la settimana non si vede nessuno e se per sbaglio ci si incrocia non amano salutare. Li ho osservati e quando camminano non parlano nemmeno tra di loro. Tutto tace, quindi, fino al venerdì pomeriggio, quando gli zombie si risvegliano e invitano amici a bersi una (si fa per dire…) birra a bordo piscina o in terrazzo. E continua così per tutto il weekend.
Devo ammettere che non sono molto rumorosi, a parte un paio di episodi durante quest’anno, preferiscono andare a far festa altrove. Ma amano molto lasciare bottiglie di birra un po’ dappertutto, e lo stesso vale per le infradito, sparse in giro per la strada. Che tanto qua si cammina benissimo anche scalzi!
Alcuni possiedono un genere di auto che va molto di moda a Darwin, le chiamano “ute” e assomigliano a dei furgoncini, delle station wagon a due posti con la parte posteriore aperta (non si sa mai capiti di caricare un bisonte), rigorosamente dal colore sgargiante e con marmitta il più rumorosa possibile.
In confronto le punto truccate della bassa romagna non sono niente.
Un’altra cosa che amano fare è portare a spasso il gatto al guinzaglio. No comment.

Probabilmente è la zona in cui viviamo, o il complex, ma calcolando l’età media della città tendo a credere che sia più meno così ovunque. In genere gli appartamenti sono per i single o per la gente di passaggio, le famiglie locali vivono nelle case singole, con il proprio giardino e la propria piscina.
Per fortuna abbiamo trovato una famiglia per metà italiana con cui riusciamo a condividere la nostra concezione di “vicinato”, qualcuno a cui poter chiedere il sale quando l'hai finito. A volte basta poco per sentirsi più “a casa”.

Sunday, 16 November 2014

Ultimamente


Ultimamente faccio tutto e niente.
La città ha già iniziato a chiudersi in se stessa, le iniziative all'aperto hanno chiuso i battenti, fino ad aprile prossimo, e conviene trovarsi un posticino al fresco dove passare il tempo per i prossimi mesi.
È un po' come andare in letargo, un po' come l'inverno, con la differenza che al posto di bere vin brulè sotto un fungo incandescente o giocare con le palle di neve qua il divertimento più grande potrebbe essere buttarsi mezzi nudi sotto la pioggia.
 
Ultimamente andiamo spesso in piscina, quella del nostro complesso, ed è sempre una bella cosa uscire di casa in costume e tuffarsi ma di altri bambini della nostra età ancora nemmeno l'ombra.
 
Ultimamente è tornata, lei, la pioggia. Piano piano come vi avevo anticipato, prima la notte, e non proprio piano piano ma accompagnata da forti tuoni e lampi, ed un paio di volte è successo anche di giorno. E come si sta bene quando piove! Ma poi, tempo un'oretta e tutto torna come prima, torrido e cocente.
 
Ultimamente si va al cinema, per bambini ovviamente. E come per le festine di compleanno anche questo si fa la mattina. Qualcuno deve spiegarmi perché gli spettacoli per bambini sono alla mattina, primo spettacolo ore 10, ultimo spettacolo ore 12.
Noi siamo fortunati perché tanto non c'è rischio che si dorma oltre le 6.30 am, anche nel week-end, e per le 10 siano belli che attivi, ma faccio ancora fatica ad abituarmi a queste abitudini, mi fa onestamente ancora un po' strano uscire dal multisala prima di pranzo. Lui, l’interessato, non se ne cura, per lui è sempre una festa, qualunque ora sia.

Monday, 3 November 2014

In punta di piedi


Sono stata assente per un po’. Potrei raccontarvi che ho avuto il blocco dello scrittore (“scrittore che???”) oppure che la mia vita è stata talmente piena che non c’è stato tempo per il blog. Credete pure ad entrambe o a nessuna.
In ogni caso sono tornata. E con me la wet season.
Che quest’anno però è dolce e delicata. Prende spazio piano piano, si fa sentire con picchi di temperatura molto alta, che al sole non si può stare, ma concede giornate di tregua con un’aria leggera che toglie la sensazione di umidità.
Non ha ancora piovuto. Fatta eccezione per qualche goccia scesa un paio di settimane fa a pochi kilometri dal centro, a Darwin non piove da più di sei mesi.
La siccità si fa vedere e sentire, nonostante la moltitudine di irrigatori artificiali sparsi per tutta la città, il colore dominante è sempre il beige, il marroncino, quello dell’erba secca e delle foglie arse al sole dei tropici.
La sensazione generale tra la gente è di attesa. Attesa della grande pioggia, che dia tregua dal gran caldo e che ridoni l’armonia dei colori tipica di queste zone.
Ma c’è chi dice che vi siano stati anni in cui la pioggia si sia rifatta viva solo a gennaio, e allora sì che è una lunga attesa! Staremo a vedere. L’anno scorso è arrivata molto presto, così tanto per darci subito il benvenuto.

Sunday, 12 October 2014

Due o tre cose che ho imparato da questo espatrio


Così è arrivato anche il dodici ottobre, come una meta, un traguardo. Ricordo benissimo quando, esattamente un anno fa, scendevamo da quel taxi, in piena notte, e nel buio scorgevo piante tropicali e luoghi sconosciuti.
Esattamente un anno fa siamo approdati a Darwin, dopo ben due giorni di viaggio, direttamente dall’Italia. Esausti, ma curiosi, con il naturale timore di chi si trova tutt’a un tratto senza riferimenti e non è in vacanza, con il passo felpato tipico del primo uomo sulla luna.
A chi ci ha visti partire sembra ieri che tenevamo la valigia in una mano e nell’altra il passaporto ma a noi sembra passato un secolo, tante sono le cose che sono successe, che sono cambiate e che ci hanno cambiato in questi dodici mesi.
Allora tiriamole queste somme! Un evento così avviene solo una volta l’anno, non facciamoci scappare l’occasione di metterci a tavolino ad analizzare cosa è successo in questo periodo così intenso, cosa è cambiato e cosa c’è di nuovo.

Thursday, 9 October 2014

Due etti di… anzi no scusi, 10 fette grazie.



Prendete la lista della spesa, oggi vi porto al supermercato.
Per prima cosa devo fare una precisazione, a Darwin (e credo in tutta Australia) esistono due catene di supermercati, Coles e Woolworths, tutto il resto è fatto da piccoli rivenditori di quartiere.
Quando arrivi al supermercato e devi parcheggiare la macchina puoi scegliere tra il parcheggio coperto/sotterraneo e quello all’aperto. E dato che a Darwin la temperatura media è di 30/35°C tutto l’anno, il sole batte a tutte le ore del giorno e quando non c’è vuol dire che piove… sai già dove parcheggerai.
Dopo aver parcheggiato, senza grossi problemi di code o ingorghi, e ti appresti a prendere un carrello ti accorgerai che non ci vuole la monetina. Sono piuttosto mal ridotti, con le ruote che vanno dove vogliono, ma non devi impazzire a chiedere in giro di cambiarti i soldi. Ti accorgerai anche che nessuno li rimette al loro posto, ne troverai ovunque.
Entri in quel posto che sembra più una camera iperbarica piuttosto che un luogo pubblico, allora se sei stato previdente abbracci subito la maglia o la sciarpa che tieni in borsa, tiri un respiro profondo e ti immergi a meno 10 gradi.
Nel mio Woolworths preferito, quello in centro, all’entrata c’è anche un dispenser di salviettine igienizzanti per pulirsi le mani e il carrello.